Il museo

Il percorso di visita si articola su tre livelli. Entrando da via Prevostura, superato il bookshop e le biglietterie, il visitatore si trova immerso in una sala dedicata al trittico trecentesco di Serafino De’ Serafini (1323-1393): si tratta di un manufatto pittorico su base lignea alquanto singolare: un altarolo portatile di dimensioni ragguardevoli, a destinazione pubblica, incentrato sulla Passione di Cristo. Successivamente un video racconta la storia del complesso episcopale piacentino dal IV sec. fino alla costruzione dell’attuale cattedrale.

 

La sala delle sculture conserva esempi di opere lignee e in cartapesta: tra queste un San Nicola del valsesiano Giovanni Sceti  ed un Angelo custode del fiammingo Jan Geernaert. Proseguendo la sala degli argenti offre un panorama sugli oggetti sacri in metallo prezioso: emerge tra le opere il bacile in argento ricavato nel 1841 dal paliotto voluto dal vescovo Giorgio Barni (1688-1731) per l’altare maggiore nel 1716, eseguito da Gaspare Mola con virtuosismo tecnico.

 

Superata la sala dedicata ai paramenti sacri, si passa ad una piccola pinacoteca in cui sono conservate alcune preziose pale d’altare, come I diecimila martiri crocifissi di Elisabetta Sirani, la Madonna dello Zitto di Giovanni Battista Tagliasacchi, Morte di San Francesco Saverio di Robert De Longe, il San Gerolamo e l’angelo di Guido Reni in dialogo con un Achrome di Piero Manzoni della collezione MCM Mazzolini.

 

Salendo di un livello, alla quota del presbiterio della Cattedrale, il visitatore si trova nelle Sagrestie Superiori. Qui, lungo il perimetro ottagonale definito da G.Antonio Perreau, trai suggestivi armadi neogotici, dal 22 settembre 2018 è allestita l’Esposizione Temporanea “Sacre reliquie. Storie di santi“: un esempio dell’enorme varietà di reliquie e di culti legati ad oggetti sacri non solo semplicemente venerati, ma nella storia anche collezionati, perduti, trafugati.

Anticipata dalla sezione Archivistica in cui è esposto, tra gli altri, il Diploma di Carlo Magno, l’ultimo ambiente è interamente dedicato al Libro del Maestro (o Codice 65), che dal XII secolo è stato modello e tesoro per la liturgia e che costituisce una summa culturale medievale. Il Libro del Maestro è il volume più importante e misterioso dell’archivio della Cattedrale nonché il più rilevante della città, la cui stesura ebbe inizio al principio del XII secolo. Nelle sue pagine sono contenute nozioni di astronomia e astrologia, indicazioni sui cicli lunari e sul modo in cui questi incidono sulla vita dell’uomo e l’agricoltura, consigli e rimedi contro malattie per ogni stagione dell’anno. Il codice illustra, attraverso splendide miniature e formule melodiche (dette tropi), i primi drammi teatrali liturgici medievali, rappresentati in chiese e conventi come primi strumenti di comunicazione delle storie della Bibbia.  I visitatori accedono nella penombra di una prima sala, accolti da una voce e da immagini che illustrano la genesi del Libro; successivamente si varca la soglia della “Macchina del Tempo”: una experience room creata da Gionata Xerra, che grazie ad un integrale coinvolgimento dei sensi, proietta il visitatore in un fantastico viaggio nel Medioevo, in una biblioteca virtuale da cui prende vita il racconto. Schermi touch-screen consentiranno di sfogliare virtualmente le pagine del Libro ad altissima risoluzione e alcune applicazioni permetteranno, attraverso il gioco, di interagire con varie sezioni del codice, tra cui le tabelle medievali per il calcolo delle feste mobili.

Al percorso museale è collegato il percorso di salita alla cupola del Guercino, acquistabile sia separatamente sia in modalità cumulativa.

 

Per le modalità di accesso e di acquisto biglietti consultare la pagina Orari e Biglietti

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