Presentazione

Dopo il successo di “Guercino a Piacenza”, che ha visto oltre 100.000 persone salire all’interno della cupola della Cattedrale per ammirare gli affreschi del pittore centese, il Duomo ritorna a essere il fulcro della vita culturale piacentina con  una mostra di straordinari codici miniati medievali, tra cui il Libro del Maestro e il Salterio di Angilberga. Un nuovo allestimento del  Museo del Duomo integra uno straordinario percorso permanente di salita che, attraverso luoghi segreti, condurrà fino alla cupola del Guercino, interamente percorribile.

Il nuovo museo

Un video, nel primo ambiente, racconta la storia del complesso episcopale piacentino dal IV sec. fino alla costruzione dell’attuale cattedrale.

Le sale delle sculture, quella degli argenti e quella delle suppellettili lignee introducono alla piccola pinacoteca in cui sono conservate alcune preziose pale d’altare, come I diecimila martiri crocifissi di Elisabetta Sirani, la Madonna dello Zitto di Giovanni Battista Tagliasacchi, Morte di San Francesco Saverio di Robert De Longe, il San Gerolamo e l’angelo di Guido Reni in dialogo con un Achrome di Piero Manzoni della collezione MCM Mazzolini.

La mostra. I misteri della cattedrale. Meraviglie nel labirinto del sapere.

Nell’anno europeo della cultura, la diocesi propone una mostra di straordinari codici miniati piacentini che mettono in luce l’importanza ricoperta nel medioevo da Piacenza quale straordinario crocevia tra centro-nord Europa e Mediterraneo. La presenza di strade e la vicinanza al Po favorirono una vivace attività culturale con conseguente diffusione di idee e di libri. Nei secoli XII e XIII, tra le istituzioni ecclesiastiche, spiccavano per prestigio e potere la chiesa Cattedrale e la basilica di S. Antonino, alle quali sono da riferirsi le biblioteche e gli archivi più antichi e prestigiosi della città. Altrettanto può dirsi per Bobbio.  Dopo l’arrivo nel  VII secolo di Colombano e dei monaci irlandesi, il  monastero cresce fino ad estendere la propria giurisdizione ad un territorio vastissimo.  Gli scriptoria di Piacenza e Bobbio arrivano in tal modo a svolgere un ruolo rilevante nelle vicende culturali europee e grazie alla loro attività è stato tramandato un sapere antico fino ai giorni nostri.

Il percorso di visita

La mostra è parzialmente allestita in luoghi segreti della cattedrale, una sorta di labirinto medievale entro il quale alla fatica concettuale del comprendere si aggiunge quella fisica di esplorare una biblioteca “impossibile”, in luoghi fantastici da secoli dimenticati. Il labirinto è così abitato dai libri: la sapienza tramandata nella carta prova a dare soluzione alla sete di conoscenza dell’uomo.

Nell’anticamera delle sagrestie superiori, un’ intervista a Valerio Massimo Manfredi, testimonial d’eccezione dell’evento, introduce alle cinque sezioni della mostra.

La prima tappa è nella sala dell’Archivio Storico Capitolare. Questo ambiente che sormonta la cappella del battistero, è caratterizzato dalla presenza di straordinari armadi lignei del XVIII sec., ed ospita la sezione musicale. Attraverso il sussidio di i-pad sarà possibile ascoltare la riproduzione di brani contenuti negli antifonari.

La visita alle restanti sezioni continua nelle sagrestie superiori; qui si potranno ammirare antichi libri provenienti da alcuni dei principali archivi e biblioteche italiane e del territorio piacentino organizzati nelle seguenti sezioni: economia e società, cultura scolastica, cultura del clero e la fede, vita nella diocesi, liturgia.

In un piccolo vano, prima di salire lungo la scala che introduce al Libro del Maestro, è riprodotto uno scriptorium dotato di tutti gli strumenti che i monaci utilizzavano per la produzione dei libri e un video che racconta le principali fasi di lavorazione, dalla preparazione della pergamena alla rilegatura finale.

Il libro del Maestro

Lungo il percorso di salita, l’ultima sezione è interamente dedicata al Libro del Maestro (o Codice 65), che dal XII secolo è stato modello e tesoro per la liturgia e che costituisce una summa culturale medievale. Il Libro del Maestro è il volume più importante e misterioso dell’archivio della Cattedrale nonché il più rilevante della città, la cui stesura ebbe inizio al principio del XII secolo. Nelle sue pagine sono contenute nozioni di astronomia e astrologia, indicazioni sui cicli lunari e sul modo in cui questi incidono sulla vita dell’uomo e l’agricoltura, consigli e rimedi contro malattie per ogni stagione dell’anno. Il codice illustra, attraverso splendide miniature e formule melodiche (dette tropi), i primi drammi teatrali liturgici medievali, rappresentati in chiese e conventi come primi strumenti di comunicazione delle storie della Bibbia.  I visitatori accedono nella penombra di una prima sala, accolti da una voce e da immagini che illustrano la genesi del Libro; successivamente si varca la soglia della “Macchina del Tempo”: una experience room creata da Gionata Xerra, che grazie ad un integrale coinvolgimento dei sensi, proietta il visitatore in un fantastico viaggio nel Medioevo, in una biblioteca virtuale da cui prende vita il racconto. Schermi touch-screen consentiranno di sfogliare virtualmente le pagine del Libro ad altissima risoluzione e alcune applicazioni permetteranno, attraverso il gioco, di interagire con varie sezioni del codice, tra cui le tabelle medievali per il calcolo delle feste mobili.

La salita alla cupola

Dopo la visita al Codice65 prende il via la salita (con accompagnamento obbligatorio) verso la cupola. L’ascesa avviene attraverso percorsi medievali nello spessore di muratura e consente continui affacci sulla città e all’interno della Cattedrale. Incontrando installazioni di artisti contemporanei,  si raggiunge la navata centrale da dove accedere al loggiato del tamburo della cupola. Lo show di luci creato da Davide Groppi, accompagna la visione del ciclo pittorico del Guercino lungo tutto il perimetro, ammirando così da vicino i profeti Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia, e le lunette in cui si alternano episodi dell’infanzia di Gesù – Annuncio ai Pastori, Adorazione dei pastori, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto – e otto affascinanti Sibille.

Scendendo sul lato opposto a quello di salita, si trova la sezione  che illustra i restauri di fine dell’800 con esposizione dei reperti allora smantellati tra cui torcieri, sculture, lapidi, parti di altari.

Si accede quindi all’interno del campanile per poterne ammirare dal basso l’imponente struttura lignea e quindi entrare nella stanza segreta dove sono ancora conservati gli ingranaggi dell’orologio anticamente posto in facciata.