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LA LUPA E IL BISCIONE. La caduta di Alberto Scotti e l’avvento della dominazione viscontea (1290-1313) – “RES PUBLICA PLACENTINA”

25 Settembre @ 10:00 18:00

Quali fattori determinarono lo scoppio della guerra tra gli Scotti e i Visconti di Milano? E’ vero che le fasi iniziali del conflitto sembrarono favorevoli ai piacentini? Perché allora la guerra fu perduta? Cosa ne fu di Alberto Scotti? E’ vero che i Visconti si impadronirono della città e ne soffocarono la precedente libertà comunale? Si può ancora parlare di un Comune di Piacenza dopo l’avvento dei Visconti? Quali famiglie si accordarono con i Visconti appoggiandone il governo? Quali rapporti si instaurarono tra i Visconti e la Chiesa piacentina? SCOPRITELO CON ARCHISTORICA! L’itinerario conclusivo, condotto dall’Arch. Manrico Bissi, rievocherà la breve ma intensa signoria di Alberto Scotti su Piacenza, la cui caduta segnò il definitivo tramonto di ogni autonomia politica per la nostra città, ricompresa dai primi anni del Trecento nei domini dei Visconti di Milano.

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

Tutte le tre camminate previste dal progetto “RES PUBLICA PLACENTINA” saranno organizzate con una successione di quattro turni domenicali (2 al mattino e 2 al pomeriggio), per i quali si prevede una capienza di circa 35 persone ciascuno. Tutti i turni saranno guidati e condotti dall’arch. Manrico Bissi. In osservanza alle misure anti-Covid19, la partecipazione ai vari turni di visita sarà RIGOROSAMENTE A NUMERO CHIUSO SU PRENOTAZIONE. Le persone interessate potranno prenotare ai contatti di Archistorica: (mail) archistorica@gmail.com; (SMS/whatsapp) 331 9661615.

CARATTERI E FINALITA’ DEL PROGETTO

L’Associazione Culturale ARCHISTORICA aderisce con entusiasmo e con sincera partecipazione al ricco calendario di eventi che la Diocesi di Piacenza organizzerà per celebrare i 900 anni della nostra Cattedrale di S. Maria Assunta (1122-2022).

In occasione di questa importante ricorrenza, ARCHISTORICA presenterà infatti lo speciale progetto “RES PUBLICA PLACENTINA”: una trilogia di percorsi (condotti e progettati dall’arch. Manrico Bissi in collaborazione con il dr. Cristian Boiardi e con il dr. Paolo Rossi) specificamente dedicati alla nascita e all’evoluzione del Libero Comune di Piacenza, sorto tra i secoli XI e XII, all’ombra della tutela vescovile, e perciò indissolubilmente legato alla Cattedrale intesa come vera e propria metafora architettonica dell’intera comunità cittadina, fino alla successiva costruzione del Palazzo Gotico (1281).

La nascita del Comune piacentino costituisce, infatti, la naturale evoluzione del precedente governo civico presieduto dal Vescovo-Conte, la cui autorità fu progressivamente ridimensionata sul finire del secolo XI dall’emergere dei funzionari laici che occupavano le diverse cariche amministrative e militari della Corte vescovile (Visconti, Avogadri, Confalonieri, Visdomini, ecc…). Tale processo, accelerato dal prolungato periodo di assenza del vescovo Aldo (impegnato nella I Crociata dal 1100 al 1103), poteva dirsi ormai compiuto nel 1126, anno in cui furono documentati per iscritto i primi “consoli” chiamati a reggere il governo del Comune di Piacenza: solo quattro anni prima, nel 1122, erano partiti i lavori per la costruzione della Cattedrale romanica, che diventava così una sorta di arengario politico dal quale celebrare l’emergente “borghesia” dei mestieri e del commercio, che alimentava le finanze del Libero Comune (e che ne avrebbe poi scalato i vertici politici nel corso del secolo XIII). Non è infatti un caso che ancora oggi sulle colonne interne del Duomo si possano ammirare le pregevolissime “formelle delle Corporazioni”, affisse sulle colonne interne al Duomo in ricordo di quegli stessi mercanti e artigiani che finanziarono la costruzione della Cattedrale, simbolo della Piacenza di quel tempo.

Cinquant’anni dopo l’avvio dei lavori al Duomo, uno sconfitto Barbarossa riconosceva ufficialmente la piena legittimità delle autonomie cittadine (1176), e anche Piacenza poteva così individuare una sede istituzionale per i propri organi di auto-governo: la sede del Comune fu quindi insediata nella piazza del Duomo, presso quello stesso Palazzo Episcopale dal quale il Vescovo aveva per lungo tempo retto le sorti della città nei secoli precedenti. L’abbraccio tra la Cattedrale e il Comune rimase indissolubile fino al 1281, quando la costruzione del nuovo Palazzo Gotico (espressione del nuovo regime borghese) spostò il cuore politico della città nell’attuale piazza Cavalli.

Il progetto “RES PUBLICA PLACENTINA” è organizzato dall’Associazione Culturale “Archistorica” con la preziosa collaborazione della Diocesi di Piacenza e Bobbio, del Comune di Piacenza, e della Banca di Piacenza.