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SANGUE E POTERE. Il Comune podestarile negli anni delle lotte tra Guelfi e Ghibellini (1188-1290) – “RES PUBLICA PLACENTINA”

Con quali mezzi la borghesia riuscì ad ottenere un proprio ruolo politico nel Libero Comune di Piacenza? E’ vero che questo processo avvenne con dinamiche violente e comportò lunghe faide civili nella città del secolo XIII? Quali capi-popolo si distinsero in questi scontri? Chi ne uscì vincitore? E’ vero che queste lotte confluirono nel più vasto scontro tra Guelfi e Ghibellini? Come cambiò la struttura sociale piacentina tra i secoli XII e XIII? Quali riforme portarono all’istituzione del podestà in sostituzione dei precedenti consoli? Quali fattori determinarono l’avvento della signoria politica di Alberto Scotti? E’ vero che il potere dello Scotti presentava intrinsechi fattori di debolezza? SCOPRITELO CON ARCHISTORICA! Il secondo itinerario, condotto dall’Arch. Manrico Bissi, ripercorrerà gli anni più turbolenti della Storia comunale di Piacenza, rievocando gli scontri tra Nobili e Popolari, tra Guelfi e Ghibellini, fino alla rapida e folgorante ascesa politica della famiglia Scotti, degna rappresentante del giovane patriziato borghese. MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE Tutte le tre camminate previste dal progetto “RES PUBLICA PLACENTINA” saranno organizzate con una successione di quattro turni domenicali (2 al mattino e 2 al pomeriggio), per i quali si prevede una capienza di circa 35 persone ciascuno. Tutti i turni saranno guidati e condotti dall’arch. Manrico Bissi. In osservanza alle misure anti-Covid19, la partecipazione ai vari turni di visita sarà RIGOROSAMENTE A NUMERO CHIUSO SU PRENOTAZIONE. Le persone interessate potranno prenotare ai contatti di Archistorica: (mail) archistorica@gmail.com; (SMS/whatsapp) 331 9661615. CARATTERI E FINALITA’ DEL PROGETTO L’Associazione Culturale ARCHISTORICA aderisce con entusiasmo e con sincera partecipazione al ricco calendario di eventi che la Diocesi di Piacenza organizzerà per celebrare i 900 anni della nostra Cattedrale di S. Maria Assunta (1122-2022). In occasione di questa importante ricorrenza, ARCHISTORICA presenterà infatti lo speciale progetto “RES PUBLICA PLACENTINA”: una trilogia di percorsi (condotti e progettati dall’arch. Manrico Bissi in collaborazione con il dr. Cristian Boiardi e con il dr. Paolo Rossi) specificamente dedicati alla nascita e all’evoluzione del Libero Comune di Piacenza, sorto tra i secoli XI e XII, all’ombra della tutela vescovile, e perciò indissolubilmente legato alla Cattedrale intesa come vera e propria metafora architettonica dell’intera comunità cittadina, fino alla successiva costruzione del Palazzo Gotico (1281). La nascita del Comune piacentino costituisce, infatti, la naturale evoluzione del precedente governo civico presieduto dal Vescovo-Conte, la cui autorità fu progressivamente ridimensionata sul finire del secolo XI dall’emergere dei funzionari laici che occupavano le diverse cariche amministrative e militari della Corte vescovile (Visconti, Avogadri, Confalonieri, Visdomini, ecc…). Tale processo, accelerato dal prolungato periodo di assenza del vescovo Aldo (impegnato nella I Crociata dal 1100 al 1103), poteva dirsi ormai compiuto nel 1126, anno in cui furono documentati per iscritto i primi “consoli” chiamati a reggere il governo del Comune di Piacenza: solo quattro anni prima, nel 1122, erano partiti i lavori per la costruzione della Cattedrale romanica, che diventava così una sorta di arengario politico dal quale celebrare l’emergente “borghesia” dei mestieri e del commercio, che alimentava le finanze del Libero Comune (e che ne avrebbe poi scalato i vertici politici nel corso del secolo XIII). Non è infatti un caso che ancora oggi sulle colonne interne del Duomo si possano ammirare le pregevolissime “formelle delle Corporazioni”, affisse sulle colonne interne al Duomo in ricordo di quegli stessi mercanti e artigiani che finanziarono la costruzione della Cattedrale, simbolo della Piacenza di quel tempo. Cinquant’anni dopo l’avvio dei lavori al Duomo, uno sconfitto Barbarossa riconosceva ufficialmente la piena legittimità delle autonomie cittadine (1176), e anche Piacenza poteva così individuare una sede istituzionale per i propri organi di auto-governo: la sede del Comune fu quindi insediata nella piazza del Duomo, presso quello stesso Palazzo Episcopale dal quale il Vescovo aveva per lungo tempo retto le sorti della città nei secoli precedenti. L’abbraccio tra la Cattedrale e il Comune rimase indissolubile fino al 1281, quando la costruzione del nuovo Palazzo Gotico (espressione del nuovo regime borghese) spostò il cuore politico della città nell’attuale piazza Cavalli. Il progetto “RES PUBLICA PLACENTINA” è organizzato dall’Associazione Culturale “Archistorica” con la preziosa collaborazione della Diocesi di Piacenza e Bobbio, del Comune di Piacenza, e della Banca di Piacenza.